MIGRA-N-TI. Esperimenti Pratici e Simbolici nel Design

La questione delle migrazioni è una delle più controverse della nostra storia presente. La Sicilia è zona di frontiera che vive quotidianamente il dramma dell’emergenza di folle sterminate di migranti che arrivano (quando ci riescono) sulle coste, primo approdo nel “nuovo” mondo.

Nel 2017 l’intera scuola, docenti e studenti, ha scelto di interrogarsi su cosa sia il fenomeno delle migrazioni. La premessa è stata quella di un lavoro a largo raggio di raccolta dati su ciò che il design ha realizzato sul tema. Vengono così analizzati i due grandi estremi della reazione al fenomeno: da un lato una speculazione intellettuale rivolta al pubblico occidentale, dove il design propone opere simboliche come azioni di denuncia; dall’altro la realizzazione di oggetti pratici dedicati ai profughi, strumenti tecnici asettici e impersonali, privi di qualunque considerazione del fattore psico-emotivo.

La scuola agisce come grande attrattore di esperienze e di riflessioni, dove il processo è il messaggio e la raccolta dati è il primo reale obiettivo per formarsi un’idea propria.

Molti i quesiti che si aprono: è possibile far dialogare pratico e simbolico? Quale distanza esiste tra il dato rilevato e l’informazione diffusa? Come vivono i Siciliani questo fenomeno?

Su quest’ultimo aspetto – la reazione delle popolazioni locali – si evidenzia un passaggio epocale: i Siciliani un tempo migranti verso le Americhe, divengono ora loro stessi la prima accoglienza dei nuovi migranti. Mettere in relazione la posizione di migranti e migrati è in questo territorio un aspetto essenziale della questione.

In occasione della 25a Biennale di Design di Lubiana – FARAWAY, SO CLOSE – Abadir ha presentato il progetto, curato da Domitilla Dardi, presso l’Istituto Italiano di Cultura in Slovenia.
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MIGRA-N-TI
Esperimenti pratici e simbolici nel design


A CURA DI:
Domitilla Dardi


CON IL SUPPORTO DI:
DiSé