Come progettare nuove forme di interazione con il cibo attraverso gli oggetti sulla tavola e il nostro corpo? E come narrare, attraverso questi elementi, la storia di un nuovo rituale collettivo e comunitario?
Giulia Soldati utilizza il design come strumento per esplorare le culture culinarie e svelare le pratiche sociali, politiche e culturali legate alla preparazione e al consumo del cibo. La sua pratica promuove un nuovo approccio sensoriale all’atto del mangiare, attraverso esperienze che invitano all’uso delle mani a tavola.
Nel workshop Le mani in movimento abbiamo progettato e prototipato una serie di oggetti in ceramica per introdurre nuove gestualità a tavola e dare vita a un’esperienza culinaria coinvolgente ed evocativa.
Siamo partiti dall’analisi di come il nostro corpo interagisce con utensili e stoviglie, della manualità del cucinare e del mangiare – con gesti come versare, intingere, pressare, rompere, pizzicare, mescolare, impastare – e delle affinità e differenze tra la manipolazione degli ingredienti e la manipolazione dell’argilla.
Esplorando linee e forme, abbiamo dato vita a una prima serie di prototipi in carta, prima di passare alla lavorazione della ceramica vera e propria.
In dialogo con una coreografia di movimenti, questi artefatti ceramici promuovono una riscoperta sensoriale dello stare a tavola invitando a interagire con il cibo in modo inconsueto.
Il workshop è stato organizzato nell’ambito del progetto NIMI – La Nuova Intelligenza del Made in Italy, finanziato dall’Unione europea Next Generation EU (NGEU) – per l’internazionalizzazione degli istituti di istruzione superiore artistica e musicale (AFAM) secondo il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) MISSIONE 4 COMPONENTE 1 – INVESTIMENTO 3.4 SOTTO-INVESTIMENTO T5 – CUP: H37G24000080001