NIMI Temporary Fablab

NIMI Temporary Fablab

Il progetto NIMI – La Nuova Intelligenza del Made in Italy ruota attorno a tre cardini: intelligenza manuale, intelligenza artificiale, innovazione sociale ed etica, applicati alle arti visive e al design. La tradizione artigianale italiana viene fatta dialogare con le nuove tecnologie – in particolare l’IA – per mapparne le potenzialità e permetterne un rilancio in chiave contemporanea.

Nell’ambito di NIMI, ad Abadir abbiamo esplorato tre macro-temi emblematici per il settore produttivo italiano: food, tessile e ceramica (scopri tutte le attività ↗) e lo abbiamo fatto anche attraverso una serie di workshop che si sono tenuti tra dicembre 2025 e aprile 2026 e che hanno coinvolto studentesse e studenti dei licei e istituti di istruzione superiore catanesi.

CLUSTER TESSILE

Ritmo. Tessiture sonore e visive
Workshop con Gianluca Monaco ad Abadir DELIDA

Il concetto di ritmo non appartiene solo alla musica: possiamo intenderlo sia come un’alternanza di suoni e silenzi, ma anche di eventi, passi, forme, simboli, colori.

Progettare significa analizzare e destrutturare per poi dare una forma compiuta al nostro output. Una parte fondamentale dell’attività del designer è proprio quella di dare struttura, governare le alternanze tra elementi, e dunque creare ritmo.

Nel workshop Ritmo. Tessiture sonore e visive curato da Gianluca Monaco (con il supporto di Monica Licciardello) i partecipanti sono stati introdotti al concetto di “design modulare” e sono stati invitati a progettare il proprio pattern visivo e sonoro, utilizzando un’interfaccia web appositamente progettata dal docente, che permette di selezionare dei suoni, generare un pattern associato alla melodia e modificarlo. Dare, insomma, una veste grafica al ritmo.

Tutti i pattern creati all’interno di questo temporary fablab sono poi confluiti in un unico prodotto tessile, un plaid collettivo prototipato dal Lanificio Leo ed esposto in mostra alla NIMI Travel Exhibition.

CLUSTER CERAMICA

Digital fabrication. Introduzione alla fabbricazione digitale
Workshop con Marco Francucci ad Abadir

Una parte fondamentale del lavoro del designer è tradurre un pensiero progettuale in qualcosa che esiste nello spazio e saper gestire il passaggio tra idea e produzione.  Nel cuore del processo creativo c’è un momento vivo fatto di ricerca, materiali, misurazioni, analisi dei dati e correzioni. Uno spazio che, grazie a strumenti all’avanguardia come stampanti 3D, macchine laser, fresatrici CNC, può essere reso sempre più preciso e accessibile.

Nel workshop di Digital Fabrication curato da Marco Francucci (con il supporto di Gabriele Alecci), i partecipanti hanno mosso i primi passi nel mondo della fabbricazione digitale: partendo dalle basi del disegno tecnico, hanno familiarizzato con le principali tipologie di macchine a controllo numerico (CNC) e – attraverso un percorso di learning by doing, fatto di brevi spiegazioni teoriche ed esercitazioni pratiche in gruppo – hanno prototipato un proprio oggetto tridimensionale: un vaso stampato in ceramica.

CLUSTER FOOD

Pratiche di fermentazione e bio-design
Workshop con Marco Falcone ad Abadir DELIDA

Fare il designer, oggi, significa anche saper guardare ai processi biologici come a una risorsa progettuale. Il bio-design nasce proprio da questo sguardo: non un’estetica applicata alla natura, ma un metodo che parte dalla materia vivente e dalle sue trasformazioni, per ripensare un materiale, ciò che può diventare e come può farlo. 

Nel workshop Pratiche di fermentazione e bio-design curato da Marco Falcone (con il supporto di Alessandro Tricomi) siamo partiti da una pratica antica e quotidiana, la lattofermentazione, per poi addentrarci in un territorio di ricerca contemporaneo: la bio-fabbricazione. Al centro della nostra attività, lo SCOBY di kombucha: acronimo di Symbiotic Culture of Bacteria and Yeast, è una coltura simbiotica di batteri e lieviti che, fermentando, genera una pellicola di cellulosa naturale che può essere impiegata come possibile bio-pelle o bio-tessuto sostenibile. Questo materiale è stato il punto di arrivo del nostro laboratorio e ha incoraggiato una riflessione critica sui temi della sostenibilità dei materiali e sulle potenzialità dei processi biologici nel product design.

Pane, design e materia viva
Workshop con Marco Falcone ad Abadir DELIDA

Anche nel workshop Pane, design e materia viva abbiamo esplorato come il design può dialogare con la materia viva, con i microrganismi, le reazioni biologiche e le trasformazioni che sfuggono al pieno controllo di chi progetta. In questo contesto, la panificazione si è trasformata in un vero e proprio processo progettuale e le meditazioni sulla cultura del pane sono divenute uno strumento per raccontare la storia di una comunità ed esprimerne i bisogni.

Il lievito madre, emblema di tempo, pazienza e cura quotidiana, è stato protagonista, insieme al grano e alle diverse farine, di una lezione teorico-pratica sulle fondamenta della panificazione. Le studentesse e gli studenti del Liceo Artistico Emilio Greco di Catania hanno poi preparato l’impasto e realizzato le proprie forme di pane. Dopo averle cotte, sfornate e assaggiate è arrivato il secondo step del percorso: dare vita a un “pane rituale”, evocando l’immaginario delle stagioni della vita attraverso simboli, incisioni e impronte. Infine, il gruppo ha realizzato un artefatto tessile collettivo: una tovaglia dipinta a mano con pigmenti naturali ricavati da pomodoro, curcuma, vino e cioccolato, usata come base per l’installazione finale.

«Il cibo può essere materiale progettuale: il design può aiutare la pratica alimentare nel diventare collettiva, forte e significativa.»
– Marco Falcone

Tutor

Gianluca Monaco

Designer, nel 2014 fonda il collettivo Studio Super Santos a Palermo. Nel 2015 si unisce al team di Lava Design ad Amsterdam e dal 2016 lavora come freelancer senza una base fissa. Dal 2021 al 2025 lavora per Field.io come creative coder. Nel 2025 intraprende un percorso artistico individuale, spaziando tra musica, codice, performance e linguaggi visivi. 

gianlucamonaco.com
@gianlucamonacou

Marco Emanuel Francucci

Architetto, dal 2009 collabora presso il Dipartimento di Landscape Design della Technische Universität Wien (Austria) e con diversi studi in Italia e all’estero, occupandosi di progettazione architettonica, pianificazione territoriale e comunicazione visiva. Dal 2013 insegna Modellazione Digitale nel corso triennale in Design del Prodotto e Interior di Abadir.

Marco Falcone

Architetto e cuoco, classe 1997. La sua ricerca interdisciplinare sulla relazione tra cibo, design e cultura materiale. Unisce le competenze tecniche culinarie alla visione progettuale, con la missione di esplorare e reintegrare i valori ancestrali dell’alimentazione nella società contemporanea.

@uccalamma

NIMI – LA NUOVA INTELLIGENZA DEL MADE IN ITALY

NIMI è un progetto finanziato dall’Unione europea Next Generation EU (NGEU) per l’internazionalizzazione degli Istituti di Istruzione Superiore AFAM secondo il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) MISSIONE 4, COMPONENTE 1, INVESTIMENTO 3.4, SOTTO-INVESTIMENTO T5. CUP: H37G24000080001.

Partner: Accademia Abadir, Accademia Italiana,  IAAD, Poliarte, SAE Institute Milano, Università degli Studi di Salerno.

Credits

Foto workshop Ritmo

Monica Licciardello

Foto workshop Digital fabrication

Elisabetta Carrubba

Foto workshop Pratiche di fermentazione e bio-design

Elisabetta Carrubba

Foto workshop Pane, design e materia viva

Federica Lo Giudice