Progettare per Ginostra: prototipi per la riattivazione del Puntazzo

Progettare per Ginostra: prototipi per la riattivazione del Puntazzo

Ginostra, piccola frazione dell’isola di Stromboli raggiungibile solo via mare, è stata protagonista di un percorso progettuale annuale tra design del prodotto e comunicazione visiva, sotto la supervisione dei docenti della nostra Accademia e dello studio 2050+. Al centro, la riattivazione del Puntazzo, storico ristorante oggi in disuso, i cui spazi si apprestano a essere riqualificati.

Progetto Spontaneo

Corso di Design 1 con Giuseppe Arezzi, assistente Andrea Castiglia

Il laboratorio si è focalizzato su un obiettivo preciso: realizzare elementi semplici, robusti e facilmente replicabili, in grado di accompagnare la trasformazione della struttura in uno spazio condiviso per la comunità: studenti e studentesse hanno progettato e autocostruito una famiglia di arredi in legno pensati per consentire la riconfigurazione degli interni ed esterni del Puntazzo adattandosi alle diverse esigenze e attività future.

Il processo creativo è stato guidato da un vincolo progettuale e costruttivo: tutti gli arredi dovevano essere realizzati esclusivamente con listelli di legno a sezione quadrata 2×2 cm e 4×4 cm, utilizzando un numero limitato di strumenti e utensili (seghetto manuale, martello e chiodi, corda in tensione come elemento strutturale e connettore). Un vincolo che ha portato a riflettere sulla relazione tra struttura, materia e produzione artigianale, privilegiando l’essenzialità, la precisione del dettaglio e la collaborazione durante la fase di autocostruzione. 

Il risultato finale consiste in una serie di sedute minimaliste (sgabelli), un tavolo mobile su ruote e dei sistemi di scaffalatura con funzione contenitiva ed espositiva.

«Lavorare con pochi materiali e pochi strumenti significa concentrarsi sull’essenza del progetto. Il vincolo non limita la creatività, ma la orienta, trasformando ogni scelta costruttiva in una decisione progettuale consapevole. A Ginostra il design diventa un gesto concreto al servizio di un luogo e della sua comunità.»
– Giuseppe Arezzi

Oggetti per la tavola

Corso di Design 2 con Diego Emanuele ed Erika Pino

In questo laboratorio, il campo di indagine si è spostato sul desco e sul rito della condivisione del cibo, attraverso un approccio capace di coniugare continuità, adattabilità e radicamento territoriale.

I manufatti sviluppati sono piatti, vassoi e recipienti per liquidi dal design essenziale che, pur rispondendo alle necessità funzionali dello stare a tavola, incoraggiano nuove modalità di utilizzo condiviso e di consumo del pasto, attivando relazioni tra persone, spazio e materia.

Sistemi per la luce

Corso di Design 3 con Diego Emanuele ed Erika Pino

Qui, studenti e studentesse si sono misurati con la relazione tra forma, materia e contesto, e il borgo ha agito non solo come riferimento geografico ma come vera e propria condizione progettuale, orientando ogni prototipo. 

L’approccio si è fondato sull’osservazione del paesaggio e sulla traduzione delle sue qualità in soluzioni discrete, spesso legate a una illuminazione a bassa intensità, in cui la dimensione artigianale ha suggellato il dialogo profondo con l’isola di Stromboli e con la sua cultura materiale, anche grazie al coinvolgimento di maestranze locali che hanno contribuito alla trasmissione dei saperi, conferendo al gesto costruttivo un valore tanto pratico quanto narrativo.

Da questo percorso sono scaturiti oggetti d’illuminazione essenziali che richiamano gli elementi caratterizzanti del borgo di Ginostra, come l’acqua, il verde e la tattilità: una serie di lampade ed elementi luminosi realizzati con materiali naturali (ceramica con uso di inerti lavici, malte composte da materie prime reperite in loco) e una tenda a fili pendenti che reinterpreta in chiave contemporanea le moschiere di un tempo. Prototipi concepiti come atto di mediazione, coerenti con l’identità fragile e stratificata del luogo.

«Il laboratorio non ha prodotto oggetti autonomi o iconici, ma dispositivi di relazione con il luogo e con le pratiche dell’abitare, consolidando una postura progettuale fondata sulla responsabilità dell’inserirsi nel paesaggio esistente con il minor impatto possibile.»
– Diego Emanuele

km0 Ginostra

Corso di Modellistica con Makoto Fukuda

Nel laboratorio di modellistica, i partecipanti sono stati chiamati a sperimentare con le materie prime reperibili sul territorio, come pietra locale, cenere vulcanica, legno galleggiante o morto, per creare modelli, supporti espositivi o rappresentazioni della topografia e del paesaggio dell’isola

Partendo dagli oggetti naturali raccolti a Ginostra (pietre, radici) e delle simbologie e iconografie locali (mappe geografiche, elementi architettonici), sono stati realizzati modelli con polistirene, carta, argilla, filo e fil di ferro. Attraverso la realizzazione di questi modelli, è stato possibile riesaminare forme, texture e relazioni tra gli oggetti, gli spazi e i paesaggi, confrontandosi talvolta con il riuso creativo di materiali inconsueti. 

Identità Visiva

Corso di Design della  Comunicazione con Francesco Cusumano

Anche il corso di laurea triennale in Graphic Design e Media Digitali è stato chiamato a misurarsi con Ginostra, per restituirne un ulteriore livello di lettura attraverso lo sviluppo dell’identità visiva del Puntazzo. I progetti presentati hanno esplorato direzioni diverse, ma accomunate dallo stesso obiettivo: partire dal territorio per restituirne l’essenza attraverso segni e colori.

Alcuni concept hanno guardato al ristorante come laboratorio sensoriale, luogo di unione tra attività umana e natura selvaggia, ispirandosi ai racconti delle donne pescatrici e al gesto quotidiano di chi sceglie di convivere con la forza del vulcano; altri progetti sono invece partiti dal contrasto cromatico e materico che definisce Ginostra: il nero assoluto della terra vulcanica contro l’azzurro vivido del mare, le architetture bianche a calce che si stagliano come volumi puri all’interno di una natura brulla e incontaminata. 

Ne è emerso un ventaglio di identità visive diverse eppure coerenti tra loro, accomunate dalla stessa capacità di ascolto del territorio, che spaziano da chi ha scelto un’estetica fatta di sottrazione, tradotta in sistemi visivi essenziali, a chi si è lasciato ispirare dalle stratificazioni e dai pattern dell’isola.

L’esperienza di Ginostra ha rappresentato un’occasione per progettare in un contesto reale, fatto di risorse limitate, materiali locali e di un’identità antica, fragile e stratificata, da restituire in chiave contemporanea rispettandone il passato e la tradizione.

Promosso da

Abadir Accademia di Design e Comunicazione Visiva

Con il supporto di

2050+ (Sara Barbini, Francesca Lantieri, Ippolito Pestellini)

Docenti

 Giuseppe Arezzi, Francesco Cusumano, Makoto Fukuda, Diego Emanuele, Erika Pino

Laboratorio di Design 1

Cristiano Di Mauro, Sofia Palmieri, Alice Gaetana Rapisarda, Giorgia Rita Sicali, Concetto Vecchio, Thomas Weller, Zora Zammataro

Laboratorio di Design 2

Diego Conti, Alice Incognito, Roberta Magrì, Alice Pellegrino, Pietro Paolo Privitera, Salvatore Emmanuele Sicali, Samanta Zingariello

Laboratorio di Design 3

Roberta Di Mauro, Dixie Espulgar, Lorenza Iozzia, Viviana Agata Livera, Aurora Milazzo, Lidia Persico, Maria Luisa Trovia, Rosa Brotzge

Laboratorio di Modellistica

Cristiano Di Mauro, Sofia Palmieri, Alice Gaetana Rapisarda, Giorgia Rita Sicali, Concetto Vecchio, Thomas Weller, Zora Zammataro, Antonino Di Nicolò, Giulia Giaquinta, Chiara Mangiarratti, Alessandro Piccione, Simone Proietto, Gianmarco Reitano

Laboratorio di Design della Comunicazione

Antonino Di Nicolò, Giulia Giaquinta, Chiara Mangiarratti, Alessandro Piccione, Simone Proietto, Gianmarco Reitano

Anno Accademico

2025–2026

Foto showcase ad Abadir

Domenico Lanaia

2050+

Fondato nel 2020 a Milano da Ippolito Pestellini Laparelli, lo studio si muove all’intersezione tra tecnologia, politica e ambiente, spaziando dalla ricerca curatoriale, all’exhibition design, alla progettazione architettonica vera e propria, fino alla sperimentazione attraverso il linguaggio del video.

Tra i progetti più rilevanti, 2050+ ha curato e progettato le scenografie e gli allestimenti espositivi delle mostre della Fondazione In Between Art Film in concomitanza con la Biennale di Venezia: Penumbra (2022), Nebula (2024) e la più recente Canicula (2026).

Fanno parte del team, tra gli altri: Francesca Lantieri, architetta con esperienze in studi internazionali come OMA a Rotterdam e SANAA a Tokyo, e Sara Barbini, architetta e ricercatrice, arrivata dopo un percorso di studi in Architettura al Politecnico di Milano.

Docenti

GIUSEPPE AREZZI

Ragusano, classe 1993, dopo la laurea in Interior Design al Politecnico di Milano collabora per diversi anni con alcuni rinomati studi di design della città. Nel 2017 fonda il suo studio personale, che risponde alle sfide domestiche del vivere contemporaneo attraverso prodotti adattabili e replicabili che rispondono alle esigenze pratiche della quotidianità. Lo studio collabora con università, accademie, istituzioni, aziende, gallerie e privati. Photo credits: Melissa Carnemolla.

FRANCESCO CUSUMANO

Francesco Cusumano (Ragusa, 1978) è un direttore creativo con esperienza nel design multidisciplinare. Laureato in Design della Comunicazione al Politecnico di Milano, ha guidato progetti di visual identity, branding, advertising ed exhibition design per clienti in Italia e Spagna. È direttore creativo di Nomad Studio Publishing oltre a essere stato fondatore e direttore creativo della rivista indipendente Suq. Unconventional Sicily. La sua ricerca si distingue per un approccio trasversale, capace di integrare concept, metaprogetto e direzione artistica.

MAKOTO FUKUDA

Dopo la laurea e il tutoraggio per il Master MFA alla Tokyo University of Fine Arts, dal 1996 al 2016 si è unito allo studio Miralles Tagliabue EMBT con cui ha lavorato ad importanti progetti per la città di Barcellona e per lo scenario internazionale. Dal 2006 ha collaborato con l’architetto Toyo Ito con cui ha sviluppato progetti in Europa e Sud America.

DIEGO EMANUELE

Architetto e PhD in design, fondatore e creative director di Studio Forward, un atelier di architettura, design e comunicazione in attività dal 2005. Professore a contratto di design dal 2008 presso l’Università degli Studi di Palermo e docente in SOU Milano. È stato selezionato per ADI Design Index con candidatura al Compasso d’Oro nel 2017. È socio SID, ADI e InArch.
Nel 2022 fonda Forward Edizioni, casa editrice indipendente attiva nell’ambito delle arti visive e della cultura del progetto, le cui pubblicazioni hanno ricevuto premi e riconoscimenti in ambito internazionale.

ERIKA PINO

Laureata in Disegno Industriale all’Università di Palermo e in Information Design alla Design Academy di Eindhoven, dopo l’esperienza olandese torna in Sicilia nel 2019 e diventa Art Director di Studio Forward, di cui oggi è partner. Fervida ricercatrice prima che progettista, i libri sono la sua passione, per questo dal 2023 è art director di Forward Edizioni (side project di Studio Forward) e Topic Edizioni.