Design in the post-human rights era

Design in the post-human rights era

Design in the post-human rights era: cosa farà il design davanti alla caduta dei principi etici internazionali?

Il corso di Sociologia dei Processi Culturali tenuto da Fabio Ciaravella insegna a leggere con approccio critico i modi in cui una società pensa, si comporta e dà senso alle cose anche attraverso il progetto.
Le relazioni tra cultura e società vengono sempre contestualizzate in una quadro storico, nelle geografie e nelle loro trasformazioni; il progetto viene inquadrato come uno strumento attivo, mai neutro, in grado di raccontare e intervenire su un’idea di mondo.

Nel 2025 era urgente analizzare società e cultura a partire delle posizioni della comunità internazionale di fronte alla reazione dello stato di Israele contro il popolo palestinese, seguita all’attacco di Hamas dell’ottobre 2023, che hanno reso evidente un sistema di valori alla base dell’ordine mondiale non più ancorato ai principi sanciti dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, del 1948.
La brutalità di ciò che sta accadendo mette infatti in discussione la tenuta stessa del diritto internazionale, annullando le distinzioni geografiche proprie della ricerca e collocando ogni nostro gesto, compreso il progetto, all’interno di una crisi globale di senso.

In che modo la crisi dei diritti umani fondamentali influisce sul nostro agire da pensatori e pensatrici chiamati a creare e comunicare nel mondo?
Cosa comunicheremo d’ora in poi?
Su quali valori poggeremo il senso di giustizia e la visione di futuro, se denaro e potere militare sono diventati le uniche regole del gioco?
Quali strumenti useremo per costruire qualcosa di migliore?
E soprattutto: da dove iniziare?

Il corso ha invitato studentesse e studenti a guardarsi intorno e riconoscere, nel proprio spazio più prossimo, le negazioni dei diritti essenziali. Una lettura della Sicilia guidata dallo “schema del tempio” del grande giurista René Cassin, tra i redattori della Dichiarazione, che ne suddivide i principi fondamentali in quattro pilastri: i diritti e le libertà individuali, i diritti dell’individuo nella comunità, le libertà di pensiero e di associazione, i diritti economici, sociali e culturali.

Da queste analisi e riflessioni individuali sono scaturite una serie di ricerche che, dopo aver messo a fuoco un problema specifico, propongono casi studio e soluzioni progettuali human-centered, in cui il design diventa strumento politico, a servizio delle categorie marginalizzate o dell’intera comunità.

Vivere a ridosso

Progetto di Alessandro Piccione

Violenza di genere

Progetto di Antonio di Nicolò

L’invisibilità

Progetto di Chiara Mangiaratti

Accesso Negato

Progetto di Gianmarco Reitano

Non spegnere la luce

Progetto di Giulia Giaquinta

Disabilità Visiva

Progetto di Samanta Zingariello

Diritti e Sanità

Progetto di Sofia Palmieri

A Right to the City

Progetto di Tomas Weller

Povertà lavorativa

Progetto di Zora Zammataro

Nota: I seguenti progetti hanno valore esclusivamente didattico e le immagini sono state utilizzate senza alcun fine di lucro; in qualunque momento chi ne detiene i diritti può contattare la Segreteria dell’Accademia per segnalare i crediti o richiedere la rimozione delle opere.

Hanno partecipato: Cristiano Di Mauro, Antonino Di Nicolò, Giulia Giaquinta, Chiara Mangiarratti, Sofia Palmieri, Alessandro Piccione, Simone Proietto Di Silvestro, Alice Rapisarda, Gianmarco Reitano, Giorgia Sicali, Concetto Vecchio, Thomas Weller, Zora Zammataro.

Schema del tempio