In che modo l’intelligenza artificiale può supportare i designer nel processo creativo e nelle fasi di progettazione?
Nel workshop Too Many Cooks con Claudia Colombo e Melani De Luca, docenti del corso Metodi e Strumenti per la Rappresentazione, avevamo lavorato su una serie di immagini d’archivio del Lanificio Leo, elaborandole attraverso il machine learning per generarne di nuove, con l’obiettivo di catturare l’essenza dei manufatti e distillare l’identità dell’azienda.
Con Sander Sturing e Merijn van Velsen di Studio Dumbar/DEPT® ci siamo invece concentrati sulla generazione di codice tramite intelligenza artificiale e sul controllo creativo.
Lavorando in gruppi, abbiamo usato ChatGPT e Processing per generare dei codici che dessero vita a una serie di pattern grafici. Ogni team ha poi sperimentato col proprio codice, modificandolo e perfezionandolo per ottenere variazioni interessanti e imprevedibili. Infine abbiamo incrociato e remixato tra loro i vari codici per creare un “super codice” finale che sintetizzasse tutti i progetti.
Con i pattern – trasformati in poster e riprodotti sugli schermi dei nostri device digitali – abbiamo poi allestito una installazione immersiva in Accademia.
Hanno partecipato: Lucia Buscemi, Samuele Chiusa, Lorenzo Dugo, Giulia Faro, Samuele Salvatore Federico, Marie Christelle Martinez, Gabriele Amedeo Nicosia, Mario Paolino, Gaia Patti, Aurora Piazza, Alessia Prestigiacomo, Clarissa Raimondo.
Il workshop fa parte di NIMI – La Nuova Intelligenza del Made in Italy, un progetto finanziato dal PNRR, incentrato su artigianato, intelligenza artificiale e innovazione sociale ed etica, con l’obiettivo di promuovere le eccellenze italiane nel settore creativo.