Campo Aperto. Pratiche fotografiche e territoriali per il riuso critico del suolo

Campo Aperto. Pratiche fotografiche e territoriali per il riuso critico del suolo

(Tipologia)

Summer School

(Date)

21–26/07/2026

(Ore)

48

(Lingua)

Italiano

(Docenti)

Marina Caneve, Luca Capuano, Alessandro Coco, Alessandro Petti

Campo aperto: coltivare lo sguardo
Pratiche fotografiche e territoriali per il riuso critico del suolo
Borgo Rizza (SR), 21–26 luglio 2026

La summer school Campo aperto: coltivare lo sguardo propone una rilettura della Sicilia in un momento di profonda ridefinizione del rapporto tra territorio, immagine e sapere. 

La Sicilia, soprattutto il suo entroterra, è oggi un laboratorio emblematico delle tensioni che attraversano l’uso del suolo: dalla pressione delle energie rinnovabili su terreni agricoli storici, all’abbandono della rotazione colturale in favore di monoculture orientate al profitto rapido. Emerge così il tema dell’occupazione del suolo come sfruttamento estrattivista, dove il territorio è ridotto a piattaforma logistica o speculativa, separata dai bisogni di chi lo abita.

Anche lo sguardo non è neutro: i modi in cui osserviamo e rappresentiamo il territorio derivano da apprendimenti culturali e storici che spesso semplificano la complessità e naturalizzano rapporti di potere. Il workshop propone quindi di “coltivare lo sguardo”: non per affinarlo tecnicamente, ma per metterlo in discussione, riconoscerne i limiti e aprirlo a nuove letture.

La fotografia è qui intesa come pratica critica: non solo registrazione del reale, ma strumento per interrogare ciò che appare e costruire nuove narrazioni. La scelta di Borgo Rizza è parte integrante di questo approccio: costruito durante il regime fascista attraverso l’Ente di Colonizzazione del Latifondo Siciliano, il borgo appartiene a un più ampio progetto di organizzazione e controllo del territorio, riconducibile a forme di colonizzazione interna. Lavorare qui significa confrontarsi con un paesaggio già plasmato da una visione politica. 

Il workshop è promosso da Abadir nell’ambito del Master di I livello in Fotografia e Progettazione Editoriale, in partnership con l’Ente di Decolonizzazione, il Comune di Carlentini e con DAAR – Decolonizing Architecture Art Research, ed è aperto a un massimo di 22 partecipanti. Per accedere è necessaria una conoscenza-base della tecnica fotografica e il possesso di una fotocamera reflex o mirrorless.

F.A.Q.

Fotografi e fotografe per professione o per passione; studenti e studentesse presso accademie e università; ricercatori e ricercatrici in discipline affini ai temi del laboratorio; persone interessate ai temi oggetto della riflessione.

Per accedere è necessaria una conoscenza-base della tecnica fotografica e il possesso di una fotocamera reflex o mirrorless.
È consigliata, ma non strettamente necessaria, l’auto (gli spostamenti non saranno gestiti dall’organizzazione).

Nel corso della summer school verranno prodotti tre diversi output: archivio digitale dei materiali fotografici prodotti durante il workshop, una fanzine e un diario di lavoro. A conclusione della summer school è previsto anche un momento collettivo e aperto di restituzione finale degli elaborati.

Il costo è € 750,00 IVA inclusa. 

L’importo è rateizzabile (prima rata a conferma dell’iscrizione, seconda rata entro il 15 luglio) e comprende: le attività formative e progettuali; l’alloggio e le cene presso Borgo Rizza. 

L’importo NON comprende il viaggio di trasferta, le colazioni e i pranzi. 

Per partecipare compila il modulo sottostante entro il 24 giugno 2026.

Docenti

Il workshop unisce approcci differenti alla ricerca visiva e territoriale:

Marina Caneve

Fotografa, sviluppa progetti artistici attraverso la contaminazione tra fotografia e ricerca. Nella sua pratica è centrale la stratificazione tra discipline e linguaggi e i suoi progetti nascono prevalentemente dalla messa in discussione delle narrazioni stereotipate e frontali. Attualmente lavora sull’idea di ecosistemi, sia ambientali sia culturali.

Luca Capuano

Fotografo di lunga esperienza nel documentario di territorio e nella fotografia applicata alla ricerca scientifica e culturale, guiderà le sessioni di lavoro sul campo, sviluppando con i partecipanti un metodo di ricerca fotografica situato e consapevole. La sua presenza garantisce una continuità operativa lungo tutta la settimana e il coordinamento della restituzione finale.

Alessandro Coco

Archivista e ricercatore, si occupa della gestione di sistemi informativi e archivi digitali fotografici per musei, archivi di comunità e istituzioni culturali. Nella sua pratica convivono teoria e gestione documentale. Coordinerà il workshop e curerà il modulo dedicato all’archiviazione del progetto fotografico: come strutturare un archivio digitale coerente, rendendo il materiale ricercabile e trasmissibile nel tempo.

Alessandro Petti

Architetto e ricercatore, il suo lavoro si concentra su spazio, politica e pratiche decoloniali. La sede stessa del workshop – un borgo nato come esperimento di riforma agraria – è direttamente connessa ai temi della sua ricerca. Introdurrà i partecipanti alla lettura spaziale e politica del territorio, offrendo strumenti per comprendere la storia e il presente del luogo.

Borgo Rizza Carlentini (SR)

Dal 2021 Borgo Rizza ospita summer school e programmi formativi internazionali sul tema del difficult heritage. Il sito è stato riattivato attraverso una serie di pratiche di ricerca e uso collettivo promosse da DAAR – Decolonizing Architecture Art Research, in dialogo con il Comune di Carlentini e realtà locali. DAAR, con il Comune e soggetti locali, sviluppa ricerche, installazioni e pratiche di riuso critico. Da questo processo è nata l’associazione Ente di Decolonizzazione, oggi piattaforma locale che rafforza il legame tra ricerca, territorio e comunità.

Borgo Rizza nasce negli anni Quaranta come parte del progetto dell’Ente di Colonizzazione del Latifondo Siciliano (ECLS), istituito durante il periodo fascista per riorganizzare il territorio agricolo attraverso la bonifica, la parcellizzazione della terra e la costruzione di insediamenti rurali.

Questi interventi non erano solo operazioni tecniche, ma rispondevano a una visione politica del territorio, volta a disciplinare l’uso della terra e la vita delle comunità rurali. Il borgo conserva ancora oggi le tracce di questo progetto, visibili nella disposizione degli edifici e nella struttura del paesaggio.

Le attività promosse da DAAR – Decolonizing Architecture Art Research hanno progressivamente trasformato Borgo Rizza in uno spazio di sperimentazione sul patrimonio difficile, mettendo in discussione il suo assetto originario attraverso pratiche di riuso, abitazione temporanea e produzione culturale. In questo processo, il sito è stato ribattezzato Ente di Decolonizzazione: un gesto che non cancella la storia del luogo, ma la espone e la riattiva come campo di lavoro. Esso viene così ripensato non come strumento di organizzazione e controllo, ma come dispositivo aperto, capace di accogliere pratiche critiche e forme di apprendimento collettivo.

Per il workshop, Borgo Rizza non è semplicemente una sede, ma una condizione operativa: un luogo in cui il rapporto tra suolo, progetto e rappresentazione può essere interrogato direttamente. La dimensione residenziale (vitto e alloggio) è parte integrante dell’attività in quanto permette ai partecipanti di condividere tempo e spazio, favorendo un lavoro continuo fatto di osservazione, confronto e produzione.

Borgo Rizza Carlentini (SR)

Dal 2021 Borgo Rizza ospita summer school e programmi formativi internazionali sul tema del difficult heritage. Il sito è stato riattivato attraverso una serie di pratiche di ricerca e uso collettivo promosse da DAAR – Decolonizing Architecture Art Research, in dialogo con il Comune di Carlentini e realtà locali. DAAR, con il Comune e soggetti locali, sviluppa ricerche, installazioni e pratiche di riuso critico. Da questo processo è nata l’associazione Ente di Decolonizzazione, oggi piattaforma locale che rafforza il legame tra ricerca, territorio e comunità.

Borgo Rizza nasce negli anni Quaranta come parte del progetto dell’Ente di Colonizzazione del Latifondo Siciliano (ECLS), istituito durante il periodo fascista per riorganizzare il territorio agricolo attraverso la bonifica, la parcellizzazione della terra e la costruzione di insediamenti rurali.

Questi interventi non erano solo operazioni tecniche, ma rispondevano a una visione politica del territorio, volta a disciplinare l’uso della terra e la vita delle comunità rurali. Il borgo conserva ancora oggi le tracce di questo progetto, visibili nella disposizione degli edifici e nella struttura del paesaggio.

Le attività promosse da DAAR – Decolonizing Architecture Art Research hanno progressivamente trasformato Borgo Rizza in uno spazio di sperimentazione sul patrimonio difficile, mettendo in discussione il suo assetto originario attraverso pratiche di riuso, abitazione temporanea e produzione culturale. In questo processo, il sito è stato ribattezzato Ente di Decolonizzazione: un gesto che non cancella la storia del luogo, ma la espone e la riattiva come campo di lavoro. Esso viene così ripensato non come strumento di organizzazione e controllo, ma come dispositivo aperto, capace di accogliere pratiche critiche e forme di apprendimento collettivo.

Per il workshop, Borgo Rizza non è semplicemente una sede, ma una condizione operativa: un luogo in cui il rapporto tra suolo, progetto e rappresentazione può essere interrogato direttamente. La dimensione residenziale (vitto e alloggio) è parte integrante dell’attività in quanto permette ai partecipanti di condividere tempo e spazio, favorendo un lavoro continuo fatto di osservazione, confronto e produzione.

Invia la candidatura o richiedi informazioni

Summer School – Fotografia e Progettazione Editoriale

Campo Aperto è un’attività promossa da

Abadir Accademia di Design e Comunicazione Visiva
Master Accademico di I Livello in Fotografia e Progettazione Editoriale

Direttrice Abadir

Lucia Giuliano

Consulenza scientifica

Luca Capuano
Alessandro Coco
Alessandro Petti

In partnership con

Ente di Decolonizzazione
Comune di Carlentini
DAAR – Decolonizing Architecture Art Research

Program Management e Comunicazione

Alessia Amenta

Segreteria

Veronica Marzullo