Perché un dipinto è considerato arte e un ricamo è al massimo espressione di ottimo artigianato?
Perché si è diviso il mondo fra arti “maggiori” e “minori” e perché queste ultime, guarda caso, rientrano di solito tra le pratiche tradizionalmente femminili?
Cucire universi. Perché le arti minori e femminili non esistono è il nuovo saggio di Domitilla Dardi (Einaudi, 2026), una rilettura di linguaggi espressivi come ceramica, cucito, maglieria, ricamo, cucina, che supera i pregiudizi di genere e di disciplina e indaga la profonda influenza che – in altri periodi e geografie, come il Medioevo e l’Oriente – queste culture progettuali hanno esercitato su idee, invenzioni e strumenti basilari anche per il mondo occidentale contemporaneo.
L’autrice presenta il libro a Catania, venerdì 24 luglio alle 19.00 ad Abadir DELIDA (via Vittorio Emanuele 124↗) in conversazione con Vincenzo Castellana (architetto, docente, direttore del Master in Design Strategico e Direzione Creativa) e Maria Carmela Sciacca (libraia e co-fondatrice della Legatoria Prampolini). Introduce Lucia Giuliano, direttrice Abadir.
Ingresso libero.
Quella raccontata in Cucire universi non è solo una controstoria del progetto, che restituisce importanza a protagonisti e opere discriminate da un pregiudizio storiografico e culturale, ma anche una ricognizione tra vicende passate e potenzialità presenti.
L’evento è organizzato da Abadir, in collaborazione con la Libreria e Legatoria Prampolini, nell’ambito del master di I° livello in Design Strategico e Direzione Creativa – Dalla Ford al fard.