Design e progetto per la città

Design e progetto per la città

Erasmus Short Mobility a Barcellona

Dal 17 al 22 luglio siamo stati a Barcellona per esplorare le relazioni tra design, architettura e spazio pubblico attraverso incontri, itinerari urbani e visite ad aziende e gallerie. Un’immersione che ha messo in evidenza il ruolo che il progetto svolge nella costruzione della città contemporanea, di cui Barcellona rappresenta un caso-studio multisfaccettato.

«Barcellona è un luogo ricco di storia, ma è anche una città che continua a costruire la propria identità grazie a chi la vive (e la rende viva) ogni giorno. Questa esperienza mi ha permesso di conoscere realtà che difficilmente avrei scoperto viaggiando da sola, entrando in contatto con aziende, laboratori e persone che mi hanno mostrato un modo diverso di vivere e progettare.»
– Dixie Espulgar

Il nostro viaggio-studio è iniziato alla Fundació Enric Miralles, dove ci siamo avvicinati per la prima volta all’eredità progettuale dell’architetto catalano, scomparso prematuramente nel 2000. La fondazione è diretta dall’architetta Benedetta Tagliabue, compagna nella vita e nel lavoro di Miralles e co-fondatrice insieme a lui dello studio di architettura EMBT.

 

Il giorno successivo è stato dedicato all’esplorazione degli interventi urbani firmati Miralles-Tagliabue, come il Mercat de Santa Caterina. Un’occasione per osservare da vicino come forme di attivazione dello spazio pubblico, unite all’uso di forme curve e colore, possano ridisegnare la vitalità di un quartiere.

 

La nostra attenzione si è poi spostata dall’architettura di larga scala al design del prodotto e di interni, con le visite a tre aziende spagnole. Vibia, a Gavà, è un brand internazionale di lighting. Le sue lampade e sistemi di illuminazione combinano design e funzionalità. Marco Maragoni (Sales Director) e Laura Grau Garcia (Showroom Manager e Product Training Manager) ci hanno guidati attraverso lo showroom e illustrato le varie fasi del processo di prototipazione.

 

Fondata nel 1880 a Granollers come piccolo laboratorio di ceramisti, Ceràmica Cumella è oggi un punto di riferimento nel panorama globale della ceramica, che produce rivestimenti, elementi decorativi e pezzi su misura per designer e opere architettoniche in tutto il mondo. Con Toni Cumella abbiamo passato in rassegna i contributi più significativi dell’azienda all’architettura della città, come il rivestimento della Torre di Gesù Cristo, la più alta della Sagrada Família, e la croce a quattro braccia realizzata con la tecnica del trencadís, il mosaico di frammenti irregolari ideato da Antoni Gaudí. Anche il tetto colorato del Mercat de Santa Caterina progettato da EMBT è opera di Toni Cumella, che ha creato un mosaico a pixel ispirato alla frutta e agli ortaggi venduti all’interno.

 

Le company visit si sono concluse a Martorell, negli spazi di Escofet, storica azienda specializzata in elementi urbani e pavimentazioni, tra cui il mosaico hidráulico. Nel 1904 Escofet ha prodotto il celebre Panot Gaudí, la piastrella esagonale originariamente disegnata da Gaudí per Casa Batlló, poi utilizzata invece nella vicina Casa Milà (“la Pedrera”) e, più di un secolo dopo, per volere dell’Ajuntament de Barcelona, per ripavimentare le aree pedonali di Passeig de Gràcia. Escofet ha collaborato anche con EMBT, co-progettando la panca Lungo Mare: con la sua natura ibrida, a metà tra scultura, seduta e gioco, ha rivoluzionato il concetto di arredo urbano diventando uno dei best seller dell’azienda catalana.

 

Ultima tappa: la Roca Barcelona Gallery, dove abbiamo visitato l’installazione The Architecture of Virtual Water. Progettata per la Biennale Architettura di Venezia 2025 da Benedetta Tagliabue insieme allo scienziato Jampel Dell’Angelo, al compositore Yeshi Silvano Namkhai e al digital artist Ati Sphere, è un padiglione costruito con materiali riciclabili e a basso impatto, pensato per poter essere smontato e riutilizzato. 

 

Il nostro viaggio-studio si è concluso dove avevamo iniziato: da EMBT Architects, dove Benedetta Tagliabue ci ha mostrato il libro Tejer Arquitectura, una monografia sui progetti dello studio, mentre Makoto Fukuda, architetto e docente di Modellistica e di Exhibition Design ad Abadir, ha ripercorso le grandi opere pubbliche progettate nel corso della sua collaborazione ventennale con lo studio, tra cui figurano proprio la copertura del mercato di Santa Caterina e la già citata panca Lungo Mare.

Questa mobilità è stata un’occasione preziosa per leggere Barcellona come laboratorio di sperimentazione progettuale e comprendere come il design possa contribuire alla costruzione di città più attente alle persone, agli usi e alle trasformazioni contemporanee.

«Erasmus per me significa uscire dall’aula e scoprire che il design si impara anche guardando, ascoltando e sbagliando in un’altra lingua.»
– Salvatore Sicali

Tipologia mobilità

Erasmus Short Mobility

Anno Accademico

2024–2025

Finanziato da

Programma Erasmus Plus – Azione Chiave 1 – KA 131– Call 2024– Progetto n. 2024-1-IT02-KA131-HED-000196470

Hanno partecipato

Samuele Chiusa, Melissa Coco, Antonino Di Nicolò, Dixie Espulgar, Alice Incognito, Roberta Magrì, Chiara Mangiarratti, Pierpaolo Privitera, Alice Gaetana Rapisarda, Moazzam Alì Shah, Salvatore Sicali, Zora Zammataro