Il nostro viaggio-studio è iniziato alla Fundació Enric Miralles, dove ci siamo avvicinati per la prima volta all’eredità progettuale dell’architetto catalano, scomparso prematuramente nel 2000. La fondazione è diretta dall’architetta Benedetta Tagliabue, compagna nella vita e nel lavoro di Miralles e co-fondatrice insieme a lui dello studio di architettura EMBT.
Il giorno successivo è stato dedicato all’esplorazione degli interventi urbani firmati Miralles-Tagliabue, come il Mercat de Santa Caterina. Un’occasione per osservare da vicino come forme di attivazione dello spazio pubblico, unite all’uso di forme curve e colore, possano ridisegnare la vitalità di un quartiere.
La nostra attenzione si è poi spostata dall’architettura di larga scala al design del prodotto e di interni, con le visite a tre aziende spagnole. Vibia, a Gavà, è un brand internazionale di lighting. Le sue lampade e sistemi di illuminazione combinano design e funzionalità. Marco Maragoni (Sales Director) e Laura Grau Garcia (Showroom Manager e Product Training Manager) ci hanno guidati attraverso lo showroom e illustrato le varie fasi del processo di prototipazione.
Fondata nel 1880 a Granollers come piccolo laboratorio di ceramisti, Ceràmica Cumella è oggi un punto di riferimento nel panorama globale della ceramica, che produce rivestimenti, elementi decorativi e pezzi su misura per designer e opere architettoniche in tutto il mondo. Con Toni Cumella abbiamo passato in rassegna i contributi più significativi dell’azienda all’architettura della città, come il rivestimento della Torre di Gesù Cristo, la più alta della Sagrada Família, e la croce a quattro braccia realizzata con la tecnica del trencadís, il mosaico di frammenti irregolari ideato da Antoni Gaudí. Anche il tetto colorato del Mercat de Santa Caterina progettato da EMBT è opera di Toni Cumella, che ha creato un mosaico a pixel ispirato alla frutta e agli ortaggi venduti all’interno.
Le company visit si sono concluse a Martorell, negli spazi di Escofet, storica azienda specializzata in elementi urbani e pavimentazioni, tra cui il mosaico hidráulico. Nel 1904 Escofet ha prodotto il celebre Panot Gaudí, la piastrella esagonale originariamente disegnata da Gaudí per Casa Batlló, poi utilizzata invece nella vicina Casa Milà (“la Pedrera”) e, più di un secolo dopo, per volere dell’Ajuntament de Barcelona, per ripavimentare le aree pedonali di Passeig de Gràcia. Escofet ha collaborato anche con EMBT, co-progettando la panca Lungo Mare: con la sua natura ibrida, a metà tra scultura, seduta e gioco, ha rivoluzionato il concetto di arredo urbano diventando uno dei best seller dell’azienda catalana.
Ultima tappa: la Roca Barcelona Gallery, dove abbiamo visitato l’installazione The Architecture of Virtual Water. Progettata per la Biennale Architettura di Venezia 2025 da Benedetta Tagliabue insieme allo scienziato Jampel Dell’Angelo, al compositore Yeshi Silvano Namkhai e al digital artist Ati Sphere, è un padiglione costruito con materiali riciclabili e a basso impatto, pensato per poter essere smontato e riutilizzato.
Il nostro viaggio-studio si è concluso dove avevamo iniziato: da EMBT Architects, dove Benedetta Tagliabue ci ha mostrato il libro Tejer Arquitectura, una monografia sui progetti dello studio, mentre Makoto Fukuda, architetto e docente di Modellistica e di Exhibition Design ad Abadir, ha ripercorso le grandi opere pubbliche progettate nel corso della sua collaborazione ventennale con lo studio, tra cui figurano proprio la copertura del mercato di Santa Caterina e la già citata panca Lungo Mare.