Perdere l’orientamento: e ora?
Progetto di tesi di Giusy Seminara
In un mondo dominato dall’incertezza e da un diffuso senso di precarietà, quali strumenti può adottare il design per provare a riscrivere le pagine del nostro futuro?
Perdere l’orientamento: e ora?, progetto di tesi di Giusy Seminara, propone un’interpretazione della disciplina che guarda al suo essere intrinsecamente caotico non come una tendenza da reprimere, ma come una qualità da esplorare: le diramazioni del design, anziché essere incasellate in definizioni che inevitabilmente risulterebbero riduttive, andrebbero percorse, comprese, valorizzate, perché è nel suo essere naturalmente corpuscolare e nebbioso che il design può trovare la sua vera forza.
Sviluppata nell’Anno Accademico 2024–2025 sotto la supervisione di Diego Emanuele (relatore) e di Erika Pino (correlatrice), la tesi si configura come un vero e proprio saggio, promuovendo anche una visione più inclusiva del design:
Ritengo che il design debba essere orientato ad una dimensione più accessibile ed equa, che vada oltre il lancio dell’ennesimo prodotto di nicchia, per abbracciare invece lo spirito di osservazione, interpretazione, valutazione, costruzione, decostruzione e trasformazione.
Per affrontare le sfide reali del presente non servono solo risorse finanziarie ma capitale umano e sociale. Questo tipo di capitale può essere valorizzato attraverso la costruzione di comunità forti e coese, capaci di superare le barriere dell’individualismo, dell’ostruzionismo e della competizione sfrenata, facendo leva sulla forza della collettività che supera sempre quella del singolo individuo.
In fin dei conti il design *è* perdere l’orientamento, lo è sempre stato. Ma sta a noi, se lo desideriamo, influenzarne la direzione. Noi che lo stiamo scrivendo, che ne stiamo parlando, che lo stiamo insegnando, che lo stiamo imparando, noi che lo stiamo alimentando, noi che nel caos delle nostre vite, per un solo istante abbiamo creduto che questo strumento avrebbe potuto fare la differenza.
Perdere l’orientamento: e ora? è stato selezionato dall’Osservatorio Permanente del Design e, nell’ottobre 2026, è entrato a far parte dell’ADI Design Index, la pubblicazione annuale che raccoglie il miglior design italiano, con la seguente motivazione:
«In un contesto segnato da precarietà, trasformazioni tecnologiche e incertezza sul futuro, un saggio critico propone di applicare il metodo progettuale di Bruno Munari non alla progettazione di un oggetto, ma come strumento di ricerca attivo per progettare il futuro delle professioni creative. Attraverso ricerca teorica e interviste a docenti, studenti e ricercatori, il progetto indaga il rapporto tra formazione, lavoro e intelligenza artificiale. Senza offrire risposte definitive, propone il design come progetto di se stesso e il suo futuro come percorso collettivo e condiviso».
Incluso nella sezione Targa Giovani, dedicata agli studenti e studentesse delle scuole italiane di design e architettura e, come tutti i progetti selezionati, concorrerà al prestigioso Premio Compasso d’Oro ADI.