Due progetti sviluppati ad Abadir sono stati inclusi nell’ADI Design Index 2026
ADI Design Index è la pubblicazione annuale dell’Associazione per il Disegno Industriale che raccoglie il miglior design italiano: ogni anno l’Osservatorio Permanente del Design seleziona una serie di prodotti o sistemi di prodotto di ogni merceologia, di ricerche teorico-critiche e di ricerche di processo o d’impresa applicate al design. I progetti migliori vengono raccolti all’interno di un catalogo e concorrono inoltre all’assegnazione del Compasso d’Oro, il più antico e prestigioso premio di design.
Perdere l’orientamento, la tesi di Giusy Seminara sviluppata nell’Anno Accademico 2024–2025 sotto la supervisione di Diego Emanuele ed Erika Pino, è stata inclusa nella sezione Targa Giovani, dedicata agli studenti e studentesse delle scuole italiane di design o architettura.
In un contesto segnato da precarietà, trasformazioni tecnologiche e incertezza sul futuro, un saggio critico propone di applicare il metodo progettuale di Bruno Munari non alla progettazione di un oggetto, ma come strumento di ricerca attivo per progettare il futuro delle professioni creative. Attraverso ricerca teorica e interviste a docenti, studenti e ricercatori, il progetto indaga il rapporto tra formazione, lavoro e intelligenza artificiale. Senza offrire risposte definitive, propone il design come progetto di se stesso e il suo futuro come percorso collettivo e condiviso.
Nella sezione Exhibition Design riceve un meritato riconoscimento anche la serra didattica progettata da GiulianoFukuda↗ (lo studio di architettura fondato da Lucia Giuliano, direttrice Abadir, e Makoto Fukuda, docente di Modellistica e di Exhibition Design) per il Parco Paternò del Toscano↗ nell’ambito di un più ampio progetto interdisciplinare curato da Abadir negli anni accademici 2022–2023 e 2023–2024, tra comunicazione visiva, branding, interaction design e progettazione di allestimenti.
La serra didattica del Parco Paternò del Toscano si inserisce nel piano di valorizzazione del giardino botanico situato alle pendici dell’Etna. Caratterizzata da una forma toroidale e una struttura circolare reversibile a impatto minimo, si integra armoniosamente con il paesaggio circostante, coniugando spazio d’ingresso semi-coperto, interni e un giardino centrale all’aperto. La sequenza spaziale annulla la percezione dei confini grazie a un rivestimento tessile filtrante e ad aperture basse che incorniciano il paesaggio Etneo, rendendo la vegetazione protagonista e garantendo versatilità d’uso.
I 340 progetti sono stati annunciati il 2 ottobre e resteranno in mostra all’ADI Design Museum fino al 15 ottobre 2026.
Foto di Alberto Moncada / Mooz Siracusa
Scopri la tesi di Giusy Seminara (relatore Diego Emanuele, correlatrice Erika Pino)